costa azzurra: da cannes a hyeres e l’isola di porquerolles

aprile 2019

Costa azzurra ancora per poco fuori stagione: Antibes, Cannes, Saint Tropez, Hyeres e la meravigliosa isola di Porquerolles.

1° giorno

Prima tappa ad Antibes. Caffè e croissants da Paul, una catena di negozi che fa ottime viennoiseries. Ha piovuto per tutto il viaggio ma all’arrivo siamo fortunati e se non proprio il sole almeno non piove più. Parcheggio a Vielle Ville, vicino alla porta di ingresso alla cittadina. Ci sono tanti bei vicoli e piazzette. Andiamo a visitare il museo Picasso. La sede è un castello medievali dei Ranieri, di fronte al mare. Picasso ci ha vissuto per un periodo molto felice della sua vita. Non ci sono quadri famosi ma le opere sono tante. Mi piacciono particolarmente le ceramiche, trasmettono la sua joie de vivre, come si intitola uno dei quadri esposti.

Cannes. Dormiamo qua in un albergo molto vicino al centro ma in una via tranquilla.

Andiamo in centro. Il palazzo del festival non mi piace molto, ma il lungo mare, la famosa Croisette, è davvero bello, con spiaggie di sabbia fine larghissime e hotel maestosi. Ci infiliamo al Carlton, dove hanno girato alcune sequenze di Caccia al ladro con Cary Grant e Grace Kelly.

Riusciamo ad andare anche alla spiaggia privata del Carlton, aperta in questo periodo ancora per poco  fuori stagione.

Cena in un posto molto carino, il 13.31.

2° giorno

Ancora un giro per Cannes, Mercato coperto di Forville. Fiori, zuppa di pesce cucina e imbottigliata sul momento, plum cakes di aragosta, la socca, la nostra farinata, cotta nel forno a legna.

Giro a Le Suquet, la città vecchia. Belli i vicoli e il castello nella parte più alta.

Saint Tropez. Non c’è il sole…Parcheggio in centro. Il paese è bellissimo, negozi molto chic, porto e case dei pescatori proprio sul mare. E’ ancora visitabile adesso, in estate sarà probabilmente impossibile parcheggiare e anche camminare per le sue strette viuzze.

Ci mettiamo comunque molto tempo ad uscire dal paese per il traffico.

Arrivo a Hyres dove dormiamo. Cena carina al Le rock dove tutto è fait maison.

3° giorno

Finalmente oggi splende il sole e il cielo è blu! Andiamo verso il porto di Le Tour fondue attraversando la Presq’ile di Giens dove c’è una grande zona umida.

Parcheggio e imbarco per l’isola di Porquerolles. In una ventina di minuti arriviamo al piccolo porto dell’isola nell’unico paese. Affittiamo la bicicletta (16 euro per la giornata).

L’isola è meravigliosa e il modo migliore per girarla è la bicicletta, anche se i continui saliscendi rendono faticosa l’esplorazione. Spiagge bianchissime, mare cristallino, vegetazione mediterranea, fiori, ulivi. Prima tappa alla splendida Plage d’Argent. I percorsi sono ben segnalati. Spiaggia e forte di Langoustier. E’ un susseguirsi di calanques. Tornando verso il villaggio saliamo ancora al faro. Spettacolari scogliere, fichi d’India in fiore.

A Porquerolles ha passato i mesi estivi per molti anni lo scrittore Simenon e sull’isola sono ambientati i suoi romanzi “Il clan dei Mahè” e “il mio amico Maigret”.

Ritorno in traghetto, non c’è ancora troppo turismo e non aspettiamo troppo.

 

Forte di Langoustier

Forte di Langoustier

4° giorno

Ci incuriosisce il cartello che indica Notre Dame de la Consolation vicino al nostro albergo e la andiamo a cercare. E’ una sorpresa. Chiesa degli anni ’50 con sculture in stile naif e bellissime vetrate.

Andiamo alla ricerca di Ville Noailles, verso il castello che domina la collina di Hyeres.

Troviamo oltre alla casa, il Festival de la Mode et de la Photographie di Hyeres. Per fortuna non è per soli addetti ai lavori e ci infiliamo nelle tante stanze della villa occupate da installazioni, abiti, gioielli. L’edificio è stato progettato e costruito negli anni ’20 dall’arch. Robert Maillet-Stevens per i committenti Charles e Marie-Laure de Noailles, ricchi mecenati amanti dell’arte. Diventa un’icona del movimento razionalista e un luogo d’incontro per artisti. Dopo un periodo di abbandono ha per fortuna negli ultimi anni ricominciato a rivivere con questo spirito. Particolarissimo il giardino cubista di Gabriel Guévrékian.

in ogni stanza c'è un orologio, firma dell'architetto

in ogni stanza c’è un orologio, firma dell’architetto

il giardino cubista

il giardino cubista

una foto storica della piscina coperta

il soffitto a lucernario

Partenza e ritorno a casa.