provenza, camargue e la verde dordogna

Provenza, Arles con le sue architetture romane, la Camargue, paradiso degli uccelli acquatici, il maestoso Pont du Gard e Avignone con il celebre Palazzo dei Papi. Andiamo verso la Dordogna, passando per Carcassonne, Cahors e il mistico Rocamadour. La Dordogna ci appare placida e verde, con i suoi splendidi paesi perfettamente conservati, Sarlat le Caneda, Beynac Cazenac, La Roque Gageac.

22-30 agosto 2011

1° giorno

Partenza per la Provenza attraversando vari paesi delle Alpi. Rispetto al Trentino li trovo deludenti. Non lo è invece Briancon, città delle Hautes-Alpes, circondata dalla duplice cinta di mura del celebre arch. militare Vauban, dichiarata patrimonio dell’Unesco. Per tutta la città, nelle stradine e nei bei negozietti, siamo seguiti dal fischio delle marmotte di peluche. Facciamo alcune soste, la più bella, anche se breve, nella città di Aix en Provence.

Arrivo a Raphele les Arles, la nostra prima tappa, presso la chambre d’hotes del bel Mas l’Oustal http://www.masloustal.com Spesso preferisco queste sistemazioni alle catene di alberghi, e la Francia ne ha una vasta scelta e molti sono i siti su cui si possono ricercare

http://www.vagulaimieiviaggi.it/francia/

I mas sono le caratteristiche fattorie della Provenza, costruzioni rettangolari in pietra a vista o intonacate, dagli scuri colorati e dagli sporti della copertura quasi inesistenti. Ci raccontano come sempre qualcosa del posto, poca pioggia e in inverno l’implacabile Mistral che soffia da nord-ovest e da cui ci si difende con poche e piccole finestre su quella facciata.

Ceniamo nel paesino di Fontvieille. Mi innamoro dei suoi tanti, ottimi, ristoranti, della meravigliosa macchia mediterranea che lo circonda, del mulino di Daudet, dei suoi gattoni pelosi che passeggiano nel centro, dei mercatini tipici..

2° giorno

verso la Camargue. Imbarco con la macchina a Bac le barcarin.
Saline du Midi. Saline color fenicottero. Sono rosa violette per la presenza dell’alga colorata di cui si nutrono i gamberi che vengono mangiati dagli uccelli più caratteristici della Camargue. Verso la spiaggia tanti fenicotteri e cavalieri d’Italia. L’Etang des Vaccares.
Per vedere i tori andiamo nella tenuta di Paul Ricard e prendiamo il trenino. Gli animali temono un passo dell’uomo ma sono insensibili alla musica spagnola del trenino…

Arriviamo proprio vicini all’acqua. Fenicotteri, aironi e tori nerissimi liberi. Qualche cavallo ma per lo più montato.

Saintes-Maries-de-la-Mer, paese turistico e affollato, ma la chiesa omonima è molto bella. Dentro caldissimo, la cripta con tutte le candele diventa una fornace. Statua di santa Sara nera, venerata dagli zingari che la festeggiano tutti gli anni a fine maggio, rivestita di ex voto. Ovunque il simbolo della Camarague: fede, speranza e carità.

Parco ornitologico di Pont de Gau, http://www.parc-ornithologique.camargue.fr/
Per me deludente, dopo tanti animali liberi e grandi spazi mi sembra uno zoo.

3° giorno

Abbazia troglodita di San Roman. E’ molto grande, tutta scavata nella roccia, belle le tombe.

Pont du Gard. Il parcheggio è un po’ caro (15 E) ma dopo non si paga il biglietto d’ingresso e si può stare tutto il giorno nel fiume Gardon circondato dalla spiaggette e dalla garrigue, la meravigliosa macchia mediterranea.

Il ponte è una parte dell’acquedotto che portava l’acqua a Nimes, è maestoso, perfetto, imponente.
Alla sera Arles, piazza con il caffè La nuit, con le tende gialle come nel quadro di Van Gogh. Capisci perché, lui che veniva dal nord Europa, si era innamorato della luce di questi posti.

Le cene sono sempre deliziose, cucina raffinata, profumata dalle erbe provenzali.

4° giorno

Avignone. Oltre al Palazzo dei papi, che erano in realtà antipapi…, straordinario e imperdibile, la città è molto bella. Strada dei mulini con ancora le pale e panche speciali in pietra scolpite.

Tante chiese medievali e palazzi in pietra bianca. Suggestivo il ponte medievale St. Benezet in parte crollato.

Arles, continuiamo la visita, ci mancavano l’arena e il teatro. Non ho mai tanta voglia di vedere le architetture romane in giro per il mondo perché mi sembrano sempre opere in serie…poi dal vivo resto stupita dalla loro maestosità, perfezione. L’arena è molto utilizzata, si svolgono le corride tipiche provenzali, le feria, con spettacoli di tori.

Salutiamo la Provenza e andiamo verso , il tempo non è più tanto bello. Forse è positivo perché ci permette di girare per la cittadina con un po’ meno turisti. Splendida la vista da sotto, con tanto di arcobaleno. All’interno belli i vicoli e il giro delle mura. Chiaramente paese molto turistico, ma bellissimo, sembra di essere sul set di un film medievale. Anche se sai che i restauri dell’800 di Viollet- le- Duc probabilmente ne hanno falsato i tratti, soprattutto nella copertura delle torri, quando sei lì te ne dimentichi e ti godi solo la meraviglia di una cittadina da favola.

Dormiamo all’Hotel Kyriade che fa parte delle numerose catene di alberghi francesi (Kyriade, Ibis, Le Roi Soleil, Campanile, Novotel..). Stanza carina, pulita ed economica.

5° giorno

Passiamo da Cahors e vediamo il suo splendido ponte medievale, anche questo da favola, da film.

Arriviamo a Rocamadour, paese stupendo, arroccato, meta di pellegrinaggi, si venera infatti la Madonna nera, si respira un’aria mistica, di pace, soprattutto la sera, con le chiese romaniche aperte e alcuni pellegrini a piedi. Ci viene voglia di provarla prima o poi una vacanza, o almeno qualche tappa, a piedi, sui sentieri storici. Anche la campagna intorno è bellissima. E’ il regno dell’oca, per sua sfortuna, per ricavarne il, per me delizioso, fois gras…

Prima della sera visitiamo la grotta di Padirac. Suggestiva la visita al buio di una grotta, illuminata solo con luci che rendono fluorescenti le concrezioni “vive”, in crescita, ricche di fosforo.


6° giorno

Grotta di Lascaux II. “II” perché è una riproduzione, la grotta originale infatti quando è stata aperta alle visite è stata attaccata da muffe che la stavano distruggendo. E’ stata però fedelmente ricostruita da un’altra parte. E’ talmente bella e incredibile che ti dimentichi di essere davanti ad un “falso”. Pensi che il talento non ha età, viene non a torto definita la Cappella Sistina della preistoria.

Partiamo in direzione Dordogna, la nostra ultima tappa e dormiamo in una bella chambre d’hotes, un po’ fuori dal mondo e dal tempo. Al mattino durante la colazione arrivano nei campi vicini le pecore con le pastorelle che lavorano ad uncinetto.
Les filolies, Saint Andrèe d’Allas http://www.lesfilolies.com/

Cena a Sarlat le Caneda, uno dei centri più grossi della Dordogna, molto bello e tenuto perfettamente.

7° giorno

La Roque Gageac. Splendido paese, che fa parte del circuito Les plus beaux villages de France, costruito sotto una balma, uno sporto di roccia. Casette tra la montagna e il fiume Dordogna che scorre placido e limpidissimo. Facciamo un giro sulla barche, si possono anche affittare le canoe, da cui si ha una bellissima vista sul paese.

Castello di Marqueyssac. Notevoli i giardini, dove trionfa l’arte topiaria che trasforma in cuscini apparentemente morbidi le siepi di bosso.
Idilliaca la vista sulla campagna intatta della Dordogna. Qua sembra non conoscano l’abuso edilizio, tutti i paesi sono costruiti in pietra locale, non ci sono capannoni, nuove costruzioni che vogliono distinguersi, nemmeno un garagino in lamiera..

vista sulla Dordogna

vista sulla Dordogna

8° giorno

Mattina di riposo nella bella piscina del b&b, passaggio di un picchio verde e di un cerbiatto.
Beynac Cazenac. Ancora un paese incantevole, anch’esso uno de Les plus beaux villages de France, con casette tipiche in pietra e un bel castello.
Di notte, nel giardino del b&b le stelle sono impressionanti, anche l’inquinamento luminoso qua sembra non esistere.

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