USA california, utah, arizona, nevada 2° parte

Arrivo a San Francisco. Giro nei parchi più belli dell’ovest tra California, Utah e Arizona: Sequoia National Park, Death Valley, Bryce Canyon, Antelope Canyon, Monument Valley, Grand Canyon. Ritorno passando da Las Vegas e partenza da Los Angeles.

11° giorno

Verso la Monument Valley. Prima di entrare visitiamo il piccolo museo di John Wayne all’Goulding’s Lodge. L’ingresso al parco costa 20 $ e non è compreso nella tessera perché di proprietà Navajo. Al mattino giriamo da soli in macchina nelle strade sterrate e piuttosto brutte. La Monument è però meravigliosa. Mesas e Buttes (le conformazioni rocciose più alte o più allargate) che sembrano sorgere dal nulla. Per gli indiani è un luogo sacro e ti trasmette veramente questa sensazione.

John Ford’s point

Al ritorno guarderemo “Sentieri selvaggi”, le centinaia di km percorsi dai protagonisti sono in realtà tutti all’interno di questo meraviglioso parco.
Per il pomeriggio abbiamo prenotato (mesi prima tramite https://www.partner.viator.com/it/17050/tours/Monument-Valley/Scenic-Express-Safari/d24945-15251P1?SUBPUID=mvsafari) il tour guidato di 3 ore, abbastanza caro ma ne vale assolutamente la pena. La guida ci accompagna con un fuoristrada inizialmente sul percorso del mattino e poi in un’altra parte della valle chiusa al pubblico. Sembra di entrare in un luogo magico e primitivo, il paesaggio è stupendo. Hogan, le case originali degli indiani in terra cruda. Archi e buchi nella roccia. Luce del tramonto che rende rosse le rocce.

Dormiamo ancora a Kayenta. Sarebbe stato bello dormire dentro al parco, all’hotel The View, in cui ceniamo.

12° giorno

Partiamo per il Gran Canyon. Riusciamo a vedere prima della pioggia il Desert View Watch Tower, una torre progettata dall’architetto Mary Jane Colter che dagli anni ’10 ai ’30 del ‘900 costruirà la maggior parte dei bellissimi lodges del Canyon Village. Prima vista sul Gran Canyon, immenso e impressionante.

La Hopi house di Mary Jane Colter

La Hopi house di Mary Jane Colter

Notte a Tusayan, paesino molto vicino all’ingresso del parco e comodo perché pieno di ristoranti ed hotels.

13° giorno

Andiamo nel parco, siamo nel South Rim, nel Canyon Village e prendiamo la navetta che porta a tutti i view points. Percorriamo anche una parte del Rim Trail che costeggia la strada e che dà sul Gran Canyon, meraviglioso da tutte le viste.

Tantissimi elks, scoiattoli e corvi. Notte ancora a Tusayan.

14° giorno

Andiamo verso Las Vegas. Facciamo una breve deviazioni per percorrere una piccola parte della Route 66. Vediamo Seligman, carino ma piuttosto commerciale, leggiamo poi che è quasi un museo che celebra la Mother Road.

Diga di Hoover. Breve sosta in questa diga degli anni ’30, alcune statue in stile Deco’, altri edifici, per me piuttosto pesanti.

Vediamo un altro paese, Boulder City, pubblicizzato come storico, costruito negli anni della diga. Begli edifici Deco’, molto verde e ordinato.
Anche l’ingresso a Las Vegas è più verde di quel che pensavo. La città è caldissima e piuttosto impressionante, alberghi immensi e curatissimi. Per cena facciamo la tessera del Buffet of buffet, che durerà 24 h. Scelta di cui non ci pentiremo, visti i prezzi molto alti dei ristoranti e visto che per un giorno intero si può accedere ai meravigliosi buffet (delizioso il brunch del Paris). Dormiamo al Bally’s, posizione strategica a metà dello Strip, la via attorno a cui si sviluppa la città, tra il Paris e il Flamingo, ma un po’ più economico perché non tematico.

Dopo 10 giorni in mezzo alla natura un sabato sera d’agosto a Las Vegas è abbastanza d’impatto.
Giriamo per ore nei favolosi alberghi, Paris, Venetian e Bellagio, dove è stato girato “Ocean’s eleven”.

15° giorno

Ancora un giorno a Las Vegas, che passa veloce, tra un albergo e l’altro.

16° giorno

Viaggio piuttosto lungo fino a Los Angeles. La prima tappa in un negozio nei pressi dell’area 51, il Jerky Alien che vende la diffusissima carne secca, in questo caso di alieno…
Calico, la città fantasma. Molto carina, tutta in legno, in parte originale e in parte ricostruita. Caldo terribile, si resite solo all’interno dei negozietti ricavati negli edifici.


Arrivo a L.A., passiamo dalle tranquille strade, piccole e deserte, ad autostrade a 7 corsie.

17° giorno

Walk of fame, lungo marciapiede con le stelle del cinema e tv. Chinese theatre, con le impronte degli attori.

Santa Monica. Mangiamo in un posto tanto carino, il Flower Child. Qua è la patria dell’organic.

Venice, giro tra i canali che dovrebbero renderla una piccola Venezia, bellissime casette in legno, barchette e ponti.

I canali di Venice

I canali di Venice

Lungo mare della la famosissima Venice beach. Arriviamo un po’ tardi, verso le 18.30 e lo spettacolo delle bancarelle e dei tipi folcloristici inizia a sbaraccare. Palme al tramonto.


Organic e delizioso anche il messicano della sera.

18° giorno

Penisola di Palos Verdes.
Wayfarers Chapel, la cappella vetrata progettata dal figlio di Frank Lloyd Whright.

Abalone Cove Shoreline. Vorrei tanto vedere le stelle marine in questo parco dove ci sono delle pozze che trattengono l’acqua del mare. Non siamo molto fortunati perché una parte della costa è crollata e dobbiamo fare molta strada, con l’aereo dopo poche ore, per vederne alcune. Le stelle marine non ci sono, solo anemoni e mitili.

Ultimo pranzo a Manhattan Beach, in un ristorante molto carino, Fishing Dynamite. Limonata e scallops raw deliziose. Il cibo in California non è stato economico ma sempre ottimo. Arriva il sole sull’Oceano e su questo bel paesino.
Dopo 18 giorni e 4000 km di macchina, ritorniamo a casa.

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Per organizzare il nostro viaggio, oltre all’aiuto di un’agenzia, ci sono stati molto utili i siti:

https://www.viaggi-usa.it/

https://www.usa4you.it/index.html

la guida della Lonely Planet “California”, piena di spunti, non solo per le cose da vedere (abbiamo seguito tutte le indicazioni sulla parte della penisola di Palos Verdes, forse meno turistica), ma anche su dove mangiare.

La guida Mondadori California (bello l’approfondimento sulle tipologie di case vittoriane).

La guida della Rough Guide ‘USA del Sud-Ovest : Arizona, Colorado sud-occidentale, Las Vegas, New Mexico, Utah meridionale’ di Greg Ward (non più in commercio).




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