la valle d’itria con i suoi borghi e trulli e i sassi di matera

La Valle d’Itria con i suoi trulli e i meravigliosi paesi. Alberobello, Cisternino, Locorotondo, Ostuni, la città bianca. Matera, i Sassi, le chiese rupestri e la gravina.

Puglia, 01 – 05 giugno 2012

1° giorno

In treno, dalle Alpi ai trulli. Vedo tutta la costa adriatica, i pioppi e salici della pianura Padana, i pini marittimi e i canali della Romagna, il mare che diventa a tratti vicinissimo, la brutta edilizia di certi tratti di costa, la terra rossa punteggiata di ulivi e i primi trulli della meravigliosa Valle d’Itria.
L’albergo è in mezzo alla campagna di S. Vito dei Normanni, ma riesco ad arrivarci con l’autobus che mi fa scendere proprio davanti.
Villa Barone,

http://www.villabaronesrl.it/
Cena ad Ostuni, primo assaggio della città bianca.

2° giorno

Verso Matera. Il paesaggio è sempre più brullo. Facciamo una visita guidata, si parte dalla città barocca per arrivare ai Sassi. Sono già stata una volta a Matera ma è una vista, sempre e forse ancora di più, incredibile.


Due libri bellissimi che ne parlano. “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi che racconta con sguardo lucido e molto umano le condizioni terribili, ma anche la magia di quella parte di Sud negli anni ’30 e “Giardini di pietra. I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea.” dell’arch. Pietro Laureano che spiega cosa si è rotto nell’equilibrio perfetto di quella città che da meraviglia dell’antichità è divenuta negli anni ’50 “vergogna nazionale”. Ora è stata dichiarata patrimonio dell’umanità e pian piano si sta ripopolando. Ogni nuovo abitante la sera mette una candelina sulla finestra, come in tempi lontani, per segnalare una presenza in più. Visitiamo alcune chiese rupestri e case grotta.

“E’ un’immagine dei Sassi come città meraviglia, specchio e rovescio delle categorie consuete. Ripresa da scrittori e poeti, risale molto lontano nel tempo e fa parte di una tradizione letteraria di stupore e ammirazione (…).Di notte centinaia di lanterne si accendono nelle grotte, e i meandri degradanti alla Gravina rivaleggiano con lo splendore delle stelle. Matera rispecchia in basso le costellazioni in alto. Quello che è in terra si conforma a ciò che è in cielo: le sacre grotte dei Sassi sono lo specchio dell’armonia cosmica”

“Giardini di pietra. I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea.” di Pietro Laureano

“.…questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante. E cominciai anche io a scendere per una specie di mulattiera di girone in girone,
verso il fondo.
La stradetta passava sui tetti della case, se così si possono chiamare.
Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone, ognuna di esse ha sul davanti una facciata, alcune sono anche belle, con qualche modesto ornato settecentesco….
Le porte erano aperte per il caldo.
Dentro quei buchi neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili,
i cenci stesi.
Sul pavimento stavano sdraiati cani, pecore, le capre….”

“Cristo si è fermato a Eboli”, di Carlo Levi

Anche il paesaggio è stupendo, vista sulla Gravina, falchi grillai che volano in alto.

Andiamo anche sulla costa di fronte, dove hanno girato “La passione” di Gibson. Vista del Sasso Barisano, chiesa rupestre di Santa Maria de Idris.

3° giorno

Alberobello. Immerso nella Valle d’Itria. Sono innamorata di questo paese unico, nato da un abuso edilizio dell’antichità, da un escamotage del 1500 per non pagare le tasse. Le case infatti sono tutte a secco, come i muretti, quindi teoricamente smontabili, perciò non soggette al costo di costruzione. Rione Aia piccola, residenziale, tranquillo e curato.
Rione i Monti, commerciale e pieno di negozietti. Alla sommità del tetto dei trulli c’è una pietra scolpita che dimostra l’abilità del mastro trullaio, sui sassi dei tetti soono disegnati dei simboli dal significato misterioso

. E’ meraviglioso viaggiare a giugno quando non ci sono ancora tanti turisti.

Un libro che amo molto raccoglie varie architetture spontanee, tradizionali, tra cui i trulli. E’ “Architetture senza architetti. Guida alle costruzioni spontanee di tutto il mondo” di John May e Anthony Reid.

Rione Aia Piccola

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Locorotondo. E’ a pianta ovale posta su una collina. E’ bianco, pulito e tranquillo, ogni angolo vale una foto. Le case hanno i tetti a due acque molto spioventi, le tipiche cummerse, rivestite da scaglie di pietra chiamate chiancarelle.

Cisternino. Come il precedente paese è, giustamente, uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Banda del paese che fa le prove in piazza.

Cena a S. Vito dei Normanni in un ristorante tanto carino, la “Locanda di Nonna Mena”. Piatti semplici, trionfano le verdure fatte in tutti i modi.

4° giorno

Oggi giro da sola. Autobus che mi porta ad Ostuni, la città bianca. Non so dove comprare il biglietto dell’autobus, ma me lo regala una signora tedesca che ha la casa vicino all’albergo. Ostuni è’ una città fortificata su una collina. Tutta bianca, abbagliante, meravigliosa. Vicoli, archi, chiese. Giro dentro e fuori le mura.

Cena a Mesagne. E’ da poco morta Melissa… A sorpresa è un bel paese, castello normanno e chiese e palazzi barocchi. A cena verdure in tutti i modi e turcinieddi, con fegato e polmone di agnello.

5° giorno

Passeggiata a piedi in mezzo agli ulivi e piscina. Il ritorno in aereo. Scopro che il pilota del mio volo, un belga, che parla solo francese, è ospite nel nostro albergo e facciamo colazione insieme.



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