Giordania: il deserto del Wadi Ram, Petra e le rovine romane

agosto 2018

Una settimana in Giordania: il deserto del Wadi Ram, la meravigliosa Petra, le rovine romane e i luoghi dell’Antico Testamento.

1° giorno

Partenza da Venezia e scalo a Istanbul. Arrivo ad Amman, la capitale della Giordania, dopo praticamente un giorno di viaggio.

2° giorno

Andiamo verso le rovine romane di Pella. Lungo il tragitto vediamo numerosi gruppi di agnelli e montoni in piccoli recinti, alcuni sono appesi sgozzati, a fianco i proprietari seduti su un divano portato in strada. E’ la festa del Sacrificio: l’animale viene diviso in parti e condiviso con i vicini.

Pella non mi entusiasma, i resti non sono molti, molto più bella Gadara, con il decumano lastricato, il teatro e resti di colonne in basalto.

Gadara è anche un luogo biblico, il sito dove Gesù liberò l’indemoniato dai diavoli che si trasformarono in porci buttandosi da una roccia.

Da un altura si vede il lago di Tiberiade e il confine con la Siria in guerra. Notte ad Amman.

3° giorno

Partiamo per il Mar Morto. Um Rassas, tantissimi resti di chiese e splendidi mosaici pavimentali con le principali città della Terra Santa. In lontananza una torre per i monaci stilobiti, che si chiudevano lassù in meditazione.

Nel paesaggio tende dei pastori nomadi e tantissime pecore, anche quelle tipiche giordane dalla coda grassa, come riserva di cibo. La guida ci dice che il governo ha cercato di incentivare la trasformazione in stanziali dei pastori offrendo case, ma loro, pur abitandoci, di notte dormono nella tenda.

Mukawir, salita ai pochi resti della fortezza di Erode, dove fu servita su un piatto la testa di Giovanni Battista. Il paesaggio desertico è bellissimo.

Arrivo sul Mar Morto nell’ hotel in cui soggiorneremo e dal quale si può accedere alla spiaggia.Siamo sotto al livello del mare e fa caldissimo, anche l’acqua è calda e salatissima e come è noto si galleggia. Bisogna stare attenti a non immergere gli occhi perché brucerebbero molto. Noi abbiamo tutte il costume intero, non è vietato il bikini ma viene un po’ guardato male dai locali. Molte donne hanno il burkini, che convive accanto alla sensuale danza del ventre delle ballerine alla sera.

4° giorno

Buongiorno giordano. Sabah il Nour – Che il tuo giorno sia pieno di luce. Sabah il Khair. Che il tuo giorno sia pieno di bontà. Sabah il Jasmine..di gelsomino.

Costeggiamo tutto il Mar Morto, che ogni anno si ritira di più e negli ultimi 15 anni si è abbassato di molti metri. Il tasso di evaporazione è molto elevato data la salinità e il mare non riceve più sufficiente acqua dagli affluenti che devono soddisfare le richieste della sovrappopolata Amman.

Fortezza crociata di Kerak. Grandissima, imponente e spoglia. Qua si racconta di crociati crudeli e di un nobile Saladino.

Arrivo dopo qualche ora a deserto del Wadi Ram. Giro in jeep molto bello, sabbia rossa e rocce scolpite.

Arrivo al bellissimo campo tendato, il Sun city camp. Alla sera non è freddo e la luna piena illumina a giorno un paesaggio magico. I beduini vivono ancora nel deserto, rinunciano ad una vita più agevole perché ne sono innamorati.

5° giorno

Colazione nel grande igloo e partenza per Petra, l’antica capitale del regno dei Nabatei, i signori del deserto, che lo sapevano navigare ed erano grandi commercianti.

“Visitandola, è difficile dire se sia Petra ad aver dato origine alle tante favole ripetute nel deserto di città incantate e paesaggi di sogno o se, al contrario, furono quei racconti a scatenare l’ambizione e la volontà che l’hanno creata. Perché Petra è la concretizzazione delle mille e una forma del desiderio.”
“La piramide rovesciata”, Pietro Laureano

Era una città grandiosa, nell’antichità vi si andava per fare offerte nei tanti templi e per visitarla. Percorriamo il siq, lo stretto canyon, anche se non è un vero e proprio canyon perché non è scavato dall’acqua ma è una faglia, larga pochi metri. E’ emozionante, roccia dai toni dal rosa al rosso. Poi improvviso appare il tempio, El Khasneh, il Tesoro. Indiana Jones ci aveva anticipato la sorpresa ma è impressionante la visione della meravigliosa facciata intagliata nella roccia. La piazza antistante sembra un mercato, asini, calessi, bambini che vendono di tutto e ragazzi travestiti da Jack Sparrow.

   

Il Tesoro non è che l’inizio di Petra, che è enorme e unisce un paesaggio roccioso stupendo a incredibili resti archeologici. Stili ellenistici ed elementi fantasiosi.

Salita all’altro famoso tempio, il Monastero, El Deir. Sono circa 1000 gradini, ma in un paesaggio splendido e l’arrivo ripaga della fatica.

Il ritorno è lungo e faticoso, in una leggera salita che quando era leggera discesa non si coglieva…

Dormiamo ad Amman e non nei dintorni di Petra, cosa che ci avrebbe fatto guadagnare tempo per visitarla.

6° giorno

Il Giordano, il famoso fiume biblico in cui è stato battezzato Gesù da Giovanni Battista. Ora è un rigagnolo ma il paesaggio è molto suggestivo, caldissimo, siamo a -300 m, in mezzo a canne e boschi di acacie e tamerici.

Monte Nebo. Altro luogo citato dalla Bibbia. Vista sulla Terra Promessa dove Mosè non arriverà mai.

Madaba, famosa per il bellissimi mosaici che raffigurano la pianta della Palestina nel VI secolo.

Dormiamo sempre ad Amman.

7° giorno

Jerash. Splendida città romana del 300 a.C., in parte ricostruita dopo i numerosi terremoti, con templi, il Foro, il Teatro, l’Arco di Trionfo, l’ippodromo.

Santuario di Anjara dove c’è un orfanotrofio.

8° giorno

Andiamo verso est, nel deserto per vedere due castelli.

Qasr Amra, piccolo, bellissimo castello, uno dei pochi affrescati e scampato all’iconoclastia che altrove ha cancellato tutte le figure umane.

Qasr El Karaneh, albergo a corte, nel deserto, sul percorso tra l’Arabia, la Siria e il nord.

Pranziamo in un bellissimo ristorante vicino ad Amman, casa ottocentesca di un ricco cristiano. Pita nel forno a legna, agnello e hummus ottimi.

Torniamo ad Amman e saliamo alla Cittadella, acropoli, con resti greco-romani, dell’antica città di Philadephia che faceva parte della Decapoli . Tutt’intorno si vede la nuova, immensa Amman. Negli anni ’90 era ancora un paese, ora ha 4 milioni di abitanti.

Andiamo al suk, è grande e colorato, peccato non stare di più…